MetodologiaFrontiers in Sports and Active Living

Effects of listening to music during aerobic exercise on performance, fatigue, and psychological responses in physically active adults: a systematic review and meta-analysis

Riassunto

Questo studio analizza l'influenza dell'ascolto di musica durante l'esercizio aerobico su performance, fatica percepita e risposte psicologiche in adulti fisicamente attivi, cercando di comprendere come questi aspetti interagiscono. La meta-analisi, basata su 15 studi con 339 partecipanti, ha evidenziato che la musica è associata a un miglioramento della performance nell'esercizio aerobico a durata fissa (SMD = 0.39), a un tempo fino all'esaurimento più lungo (SMD = 1.89) e a una percezione dello sforzo (RPE) significativamente inferiore (SMD = -0.36). Inoltre, la musica ha mostrato di ridurre la concentrazione di lattato nel sangue (MD = -0.86 mmol/L), senza variare significativamente la frequenza cardiaca. Per chi si allena, un nutrizionista o un coach, integrare la musica può aiutare a gestire meglio lo sforzo percepito e potenzialmente prolungare l'allenamento aerobico. La certezza delle evidenze è moderata per la RPE, ma bassa o molto bassa per gli altri parametri, suggerendo che gli effetti su performance e fisiologia necessitano di ulteriori indagini.

Estratto tradotto in italiano

Estratto tradotto a scopo di citazione e commento. Il testo integrale resta di proprietà dell'editore: leggilo sulla fonte originale.

BackgroundLa musica è ampiamente utilizzata nell'esercizio aerobico, ma i suoi effetti negli adulti fisicamente attivi rimangono difficili da interpretare perché i risultati relativi a performance, percezione, fisiologia e psicologia sono stati spesso esaminati separatamente. Questa revisione ha valutato se gli interventi legati alla musica in contesti di esercizio aerobico siano associati a performance, percezioni legate alla fatica, risposte fisiologiche e risultati psicologici negli adulti fisicamente attivi.MethodsPubMed, Web of Science, EBSCOhost, Scopus, ScienceDirect, CNKI, Wanfang Data e VIP Database sono stati cercati dalla loro istituzione fino al 3 marzo 2026, senza restrizioni linguistiche. Sono stati inclusi studi sperimentali che confrontavano condizioni legate alla musica con controlli senza musica o altri controlli non musicali nell'esercizio aerobico. Due revisori hanno indipendentemente selezionato gli studi, estratto i dati e valutato il rischio di bias; un terzo revisore ha risolto i disaccordi. Le meta-analisi sono state eseguite in Review Manager 5.4 utilizzando le differenze medie standardizzate (SMD) o le differenze medie (MD) con intervalli di confidenza (CI) al 95%. La certezza delle prove è stata valutata utilizzando GRADE.ResultsSono stati inclusi quindici studi che coinvolgevano 339 partecipanti. La musica è stata associata a una migliore performance nell'esercizio aerobico a durata fissa (SMD = 0,39, 95% CI da 0,08 a 0,70; I² = 30%), un tempo di esaurimento più lungo nell'analisi primaria (SMD = 1,89, 95% CI da 0,44 a 3,33; I² = 95%), una percezione dello sforzo inferiore (SMD = -0,36, 95% CI da -0,67 a -0,04; I² = 0%) e una concentrazione di lattato ematico inferiore (MD = -0,86 mmol/L, 95% CI da -1,45 a -0,26; I² = 57%). La frequenza cardiaca non è stata significativamente influenzata (MD = -1,16 battiti/min, 95% CI da -3,57 a 1,26; I² = 18%). La certezza GRADE era moderata per la percezione dello sforzo, bassa per la performance a durata fissa, la frequenza cardiaca e il lattato ematico, e molto bassa per il tempo di esaurimento.ConclusionLa musica durante l'esercizio aerobico appare associata in modo più consistente a una ridotta percezione dello sforzo. Gli effetti sulla performance e fisiologici erano più dipendenti dai risultati e dovrebbero essere interpretati con cautela.Systematic Review Registrationhttps://www.crd.york.ac.uk/PROSPERO/view/CRD420261354074, identificatore CRD420261354074.

Continua la lettura del testo completo sulla fonte originale (link qui sotto).

Fonte originale

Articolo pubblicato originariamente su Frontiers in Sports and Active Living. L'articolo è open access: il link alla fonte originale è liberamente consultabile.

Originale (DOI)

doi.org/10.3389/fspor.2026.1860752

Il DOI è l'identificativo permanente dello studio: porta sempre alla versione ufficiale pubblicata dall'editore.

Versione gratuita: l'articolo è open access, il link originale qui sopra è liberamente consultabile. Verificato il 27 agosto 2026.

Articoli correlati

Vedi tutti
MetodologiaFrontiers in Sports and Active Living26 agosto 2026
Rethinking elite sport as high-stakes work: an organizational perspective on well-being and sustainable performance

Questo articolo analizza lo sport d'élite concettualizzandolo come un lavoro ad alte poste in gioco, e si chiede come le organizzazioni sportive possano promuovere benessere e performance sostenibile negli atleti. I punti chiave evidenziano che lo sport d'élite, simile ad altri contesti lavorativi ad alto rischio, è caratterizzato da pressione cronica, incertezza e continue valutazioni. La prospettiva sposta la responsabilità per performance e benessere sostenibili dall'atleta individuale alle organizzazioni che definiscono l'ambiente ad alta prestazione. Vengono identificati sistemi di comunicazione efficaci, sicurezza psicologica, gestione del carico di lavoro, leadership e responsabilità organizzativa come condizioni fondamentali per sostenere sia il benessere che la performance. Per un coach o un nutrizionista sportivo, l'applicazione pratica suggerisce di considerare l'impatto dell'ambiente organizzativo sull'atleta, promuovendo strutture che mitighino stress e favoriscano un approccio olistico. Lo studio propone un framework sistemico per lo sport d'élite, applicabile a popolazioni di atleti professionisti, ma non si addentra in specifici protocolli nutrizionali o di allenamento individuali.

MetodologiaFrontiers in Sports and Active Living9 agosto 2026
Limited positional differences in lower-limb muscle contractile properties among female football players

Questo studio ha investigato se le proprietà contrattili dei muscoli degli arti inferiori differissero tra le posizioni di gioco nelle calciatrici d'élite, rispondendo a una domanda cruciale per la preparazione atletica. Cinquantadue atlete della massima lega nazionale sono state suddivise in sei gruppi posizionali (es. portieri n=4, centrocampiste n=13) e sono state valutate le proprietà contrattili di cinque muscoli (es. bicipite femorale, vasto laterale) tramite tensiomiografia. I risultati hanno mostrato differenze posizionali limitate: una differenza iniziale nella velocità di contrazione del vasto laterale dominante (p=0.032) non è rimasta significativa dopo la correzione per confronti multipli. Per nutrizionisti sportivi o coach, questo suggerisce che le strategie specifiche per posizione basate solo su differenze contrattili muscolari potrebbero non essere il fattore più determinante. Tuttavia, la piccola dimensione del campione, in particolare per i portieri, e l'assenza di significatività dopo le correzioni statistiche, limitano la generalizzabilità dei risultati, indicando la necessità di ulteriori ricerche.

MetodologiaStronger By Science9 agosto 2026
Hold Still: What Does the Evidence Actually Say About Isometric Training for Strength and Hypertrophy?

Questo articolo analizza l'efficacia dell'allenamento isometrico per lo sviluppo di forza e ipertrofia, rispondendo alla domanda se sia realmente meno efficace dell'allenamento dinamico. L'analisi rivela che, sebbene esercizi isometrici statici come plank e wall sit forniscano uno stimolo ipertrofico modesto per atleti allenati, un'applicazione corretta dell'allenamento isometrico può generare significativi adattamenti di forza e crescita muscolare. Per un nutrizionista sportivo, un coach o chi si allena, la comprensione delle diverse tipologie di azioni muscolari e delle variabili di programmazione isometrica (intensità, durata, frequenza, posizione articolare) è cruciale per ampliare le strategie di allenamento, migliorando forza e ipertrofia, e supportando la riabilitazione tendinea e la gestione del dolore. L'articolo chiarisce le definizioni e fornisce una guida pratica, superando i pregiudizi sulle applicazioni tradizionali dell'isometrica; tuttavia, l'estratto non presenta dati numerici specifici sugli effetti quantitativi o confronti diretti, limitandosi a evidenziare il potenziale sottovalutato di questa modalità.

MetodologiaBioLayne9 agosto 2026
Winter 2025 16 Week Diet and Lifestyle Remodel

Questo articolo annuncia i dettagli logistici del programma "Winter 2025 16 Week Diet and Lifestyle Remodel" di BioLayne, rispondendo alla domanda su come e quando iscriversi. Le registrazioni apriranno lunedì 9 dicembre 2024 e si chiuderanno domenica 5 gennaio 2025 alle 23:59 ET, mentre l'inizio del programma è fissato per lunedì 13 gennaio 2025. Vengono menzionati premi per i partecipanti e la possibilità di scegliere tra diversi coach, con costi che variano in base al professionista selezionato, suggerendo un approccio personalizzato. L'articolo non fornisce tuttavia alcuna informazione specifica sulla metodologia dietetica o di allenamento proposta, né sui principi nutrizionali o sugli strumenti pratici che verranno utilizzati durante le 16 settimane. Di conseguenza, non è possibile ricavare strategie concrete per atleti, coach o nutrizionisti sportivi, mancando i contenuti scientifici e operativi del programma di rimodellamento. Si tratta di un annuncio puramente commerciale e organizzativo.

Metodologia3D Muscle Journey9 agosto 2026
How to Succeed in Any Training Environment

L'articolo esplora come l'ambiente di allenamento influenzi il successo nel bodybuilding, chiedendosi se una tecnica o un contesto specifici siano indispensabili. Attraverso l'analogia di tiratori di basket come Steph Curry (90% ai tiri liberi con tecnica convenzionale) e Rick Barry (89% con la "granny shot"), evidenzia che entrambi hanno raggiunto l'eccellenza con tecniche divergenti. Il successo non dipende dalla specificità della tecnica o dell'ambiente (palestra commerciale vs. casa), ma da impegno, dedizione, disciplina e costanza. L'autore, che si allena a casa da 16 anni con attrezzature limitate raggiungendo risultati a livello mondiale, suggerisce che i principi fondamentali del bodybuilding sono applicabili anche in contesti non convenzionali. Questo implica che coach e nutrizionisti sportivi dovrebbero focalizzarsi sulla motivazione e l'adattabilità dell'atleta. Si tratta di un pezzo motivazionale basato sull'esperienza personale e analogie, privo di dati scientifici, che sottolinea la centralità della volontà e della perseveranza.

Nutrizione3D Muscle Journey9 agosto 2026
Diet Break 101

L'articolo analizza l'efficacia delle "diet break" nella preparazione agonistica del bodybuilding, interrogandosi su come queste pause strategiche possano ottimizzare i risultati. Un caso studio esemplificativo mostra come un'atleta, Kelsea Koenreich, abbia superato un plateau a 11 settimane dalla gara, con ancora 4.5 kg (10 libbre) da perdere. Invece di proseguire con il deficit calorico, una "diet break" di 7 giorni ha permesso di riprendere quasi immediatamente la progressione. Questi "deload" offrono benefici psicologici, riducono la ritenzione idrica e supportano il recupero muscolare. Per atleti, coach e nutrizionisti sportivi, le "diet break" possono aiutare a superare i plateau, promuovendo una strategia a lungo termine che bilanci efficacemente la spinta e il riposo. Sebbene basato su osservazioni di casi studio e non su studi randomizzati controllati, l'articolo offre spunti pratici per la gestione della contest prep, evidenziando l'importanza di modulare l'intensità della dieta per sostenere sia la performance che il benessere psicologico.

Newsletter

Ricevi ogni nuovo articolo selezionato direttamente via email.

Iscriviti per ricevere la selezione curata da Gialosai Nutrition.